Letteratura italiana,  Viaggi nelle pagine dei libri

C’era una svolta: le fiabe come non le avete mai viste!

Le fiabe non sono un barattolo di stucchevole melassa politicamente corretta.
Le fiabe sono spietate, come la vita e come i bambini.
Così si legge sulla quarta di copertina di “C’era una svolta”, che ci aiuta a capire come sono andate davvero le cose!

Scordatevi le fiabe come le conoscete

“C’era una svolta” non mi ha portato in viaggio in un luogo reale, ma mi ha catapultata direttamente nel mondo delle fiabe.

E no! Non quelle che il caro vecchio Walt ci ha propinato da bambini (e che hanno contribuito alla nostra visione utopistica della realtà), ma quelle vere.
Quelle che da bambini nessun genitore ci legge. Perché, cavolo!, chi vorrebbe sentire che il per sempre felici e contenti non trionfa sempre? Che a volte i bambini muoiono di freddo o vengono abbandonati nel bosco dai genitori rischiando di diventare la cena di orchi cattivi e vecchie streghe affamate?

In questo libro Barbara Fiorio ci racconta le fiabe esattamente come i loro autori le hanno pensate.
E lo fa con il suo inconfondibile linguaggio ironico e spesso sarcastico.

E così storia dopo storia ci apre gli occhi sui principi, che la maggior parte delle volte sono dei decerebrati e pure smidollati.

Non posso esimermi dal domandarmi come possa un giovanotto, che oltretutto un giorno dovrebbe sedersi su un trono con tutte le responsabilità che ne conseguono, non riconoscere, senza bisogno di una scarpa, la donna con la quale ha ballato per tre sere di seguito e che desidera sposare.

C’era una svolta, Barbara Fiorio

Ma anche sulle principesse: non sono sempre, come si suol dire, dei pozzi di scienza; non sognano di baciare rospi ma li lanciano contro il muro, e, attenzione, rimangono incinte fuori dal matrimonio!

Disegni c'era una svolta

Recensione

Prima di arrivare a questo libro ho letto “Qualcosa di vero” della stessa autrice, e leggendo ora “C’era una svolta” mi sono sentita la piccola Rebecca che viene iniziata alle “fiabe vere”.
Così come in “Qualcosa di vero” era Giulia, a suon di sarcasmo, a raccontare a Rebecca le fiabe vere, Barbara Fiorio le racconta a tutti noi.

Ma il raccontarci le fiabe “vere”, quelle dei fratelli Grimm, di Perrault e di quel tristone di Andersen, è solo una scusa per cercare di buttare giù gli stereotipi e gli archetipi con cui troppo spesso siamo cresciuti e che potevano essere validi in passato, ma non più ora (o almeno si spera).
Una donna può anche non sognare di essere una principessa (soprattutto perché a volte sono così stupide); può voler aspirare a qualcosa di più che essere bella e basta.
Ed un uomo non deve necessariamente avere il ruolo di salvatore della bella addormentata o di forte guerriero.

Ho apprezzato tantissimo la spiccata ironia con cui l’autrice ci fa aprire gli occhi e che pervade il libro dalla prima all’ultima pagina; mi sono ritrovata non solo a sorridere ma spesso a ridere di gusto nel sentir narrate le vicende dei più famosi (e volte meno famosi) protagonisti delle fiabe.

L’edizione che ho letto è una ripubblicazione a distanza di 10 anni dalla prima edizione del libro, e oltre che per la mente è un piacere anche per gli occhi; si presenta in una bellissima versione piena di disegni di diversi autori.

C'era una svolta

Contiene inoltre la primissima fiaba scritta dall’autrice a 9 anni e alcune fiabe che il papà le raccontava da piccola, inventandole di sana pianta.


Ritengo che “C’era una svolta” sia un piccolo gioiellino da tenere in libreria e rileggere quando si vuole sorridere un po’ e ricordarci che non necessariamente essere una principessa è un pregio!
E voi lo avete letto? Fatemelo sapere nei commenti e, se vi va, condividete il post così contribuiremo a distruggere un po’ di clichè

Amo il tè caldo, il profumo dei dolci alla cannella e le luci di Natale. Immagino spesso la vita nel passato e sogno ad occhi aperti diverse vite future, cercando di imparare a godere del presente. Adoro alla follia l'Estremo Oriente e le sue storie. Penso spesso che vorrei vivere in Giappone. Credo che l'amore e la gentilezza possano cambiare il mondo.

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