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Kodomo no hi: la festa dei bambini in Giappone

Kodomo no hi

Il 5 Maggio in Giappone si celebra Kodomo no hi (子供の日), letteralmente il giorno dei bambini.

E’ una delle 5 festività più importanti del Paese e segna la fine della Golden week, una settimana in cui si susseguono diverse festività.
Il giorno della festa dei bambini si ringrazia per la loro crescita e si prega per la loro salute e il loro successo nella vita.

La storia e l’evoluzione di Kodomo no hi

Si ritiene che la festività fosse celebrata già nel V secolo d.C., anche se non se ne hanno molte notizie.

Diventa molto importante a partire dal periodo Nara (710-794 d.C.), quando in Giappone si utilizzava ancora il calendario lunare e veniva chiamata “Tango no Sekku” (端午の節句).
Tan” significa inizio, “Go” indica il segno del Cavallo nell’oroscopo cinese, che cade nel quinto mese lunare, mentre “Sekku” letteralmente significa festa stagionale; indicava quindi la festa stagionale dell’inizio del quinto mese lunare.
Ricorreva infatti il quinto giorno del quinto mese lunare; quando poi il Giappone ha adottato il calendario gregoriano è stata spostata al 5 Maggio.

Il Giappone ha importato dalla Cina l’usanza di festeggiare 5 Sekku, 5 feste che segnano un passaggio di stagione con i suoi relativi cambiamenti, anche per quanto riguarda l’agricoltura.
Il Tango no Sekku, segnava il passaggio dalla primavera all’estate e alla stagione delle piogge. Era intesa però anche come “festa dei ragazzi” e festeggiava i figli maschi.

Nel 1948 venne dichiarata festa nazionale e cambiò nome in Kodomo no hi, giorno dei bambini; da allora si festeggiano tutti i bambini, maschi e femmine.

I koinobori

Kodomo no hi - Koinobori

Durante la festività c’è l’usanza di appendere i Koinobori all’esterno delle case in cui vivono bambini. Sono degli aquiloni rappresentanti carpe Koi, in passato realizzati in cartapesta e dipinti a mano, attualmente realizzati di solito in cotone o nylon.
Solitamente fuori dalle case si possono vedere delle grandi carpe nere che rappresentano il padre (magoi), delle più piccole carpe rosse che rappresentano la madre (higoi), e poi un numero di piccole carpe uguale al numero di figli.
Inizialmente erano appese solo per i figli maschi, ma oggi si comprendono anche le femmine.

Spesso anche molti spazi cittadini si tingono dei colori brillanti di tantissime carpe Koi, in particolare lungo i corsi d’acqua e negli spazi verdi.
Il vento passando al loro interno le distende e le fa fluttuare nell’aria, come se nuotassero nel cielo.

Ma perché si è scelta proprio la carpa Koi? Da sempre in Giappone le carpe grazie alla loro capacità di contrastare il flusso controcorrente dei fiumi e nuotare nelle cascate, sono simbolo di forza e determinazione; tramite loro si augura ai bambini che crescano forti e in salute e siano capaci di affrontare le difficoltà nelle grandi scelte del futuro.

Simboli di forza e coraggio per i figli maschi

Nelle famiglie in cui sono presenti figli maschi, si espone in casa anche il Kabuto, l’elmo usato dai samurai di alto rango. Con questo simbolo si vuole augurare ai figli di crescere forti, coraggiosi e moralmente retti, come i samurai.

Quelli che si espongono ai giorni nostri sono delle riproduzioni e spesso sono posizionati su piccoli altari a gradini accostati ad armature in miniatura, piccole katane, tamburi ma anche a bambole rappresentanti Kintaro, un personaggio mitologico del folklore giapponese.

Secondo la leggenda Kintaro sarebbe un bambino dotato di un’enorme forza fisica; cresciuto da una strega su una montagna, avrebbe fatto amicizia con gli animali della foresta.
Per evidenziare la sua forza e il suo coraggio è rappresentato spesso a cavallo di una carpa o con una carpa sotto braccio.

Sembrerebbe che il suo personaggio sia in realtà ispirato ad un uomo realmente esistito, Sakata Kintoki, un guerriero del periodo Heian al servizio del samurai Minamoto no Yorimitsu, che si distinse per la sua forza e abilità nel combattimento.

Dolci per la prosperità

Durante il Kodomo no hi si usa preparare i Kashiwa-mochi, dolcetti di riso glutinoso ripieni di marmellata di fagioli rossi azuki, avvolti in una foglia di quercia (kashiwa). Le foglie della quercia di solito non cadono dall’albero finché non è pronto un nuovo germoglio e sarebbero per questo simbolo di prosperità e successione della famiglia.

In alcune zone, specialmente nella parte est del Giappone, si consumano invece i Chimaki, dei dolci di riso zuccherato avvolti in foglie di bambù.

Nonostante il Giappone sia attualmente uno dei Paesi simbolo dell’innovazione e del progresso, rimane saldamente ancorato alla tradizione, e le festività come il Kodomo no hi ne sono una forte rappresentazione.

E voi conoscevate questa festività e i suoi simboli? Siete mai capitati in Giappone proprio quando si tinge dei colori dei Koinobori? Fatemelo sapere nei commenti

Amo il tè caldo, il profumo dei dolci alla cannella e le luci di Natale. Immagino spesso la vita nel passato e sogno ad occhi aperti diverse vite future, cercando di imparare a godere del presente. Adoro alla follia l'Estremo Oriente e le sue storie. Penso spesso che vorrei vivere in Giappone. Credo che l'amore e la gentilezza possano cambiare il mondo.

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