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Ogni giorno è un buon giorno: i segreti della cerimonia del tè giapponese

Ogni giorno è un buon giorno

La cerimonia del tè è una delle tradizioni più antiche e affascinanti del Giappone; composta da gesti e passaggi ben codificati da secoli, ha acquisito un carattere quasi religioso. Ma questi gesti sono semplicemente il mezzo con cui raggiungere il vero obiettivo della cerimonia: la ricerca di sé stessi, l’armonia con il tempo e la natura.
Si tratta di un rito che anche molti giapponesi ritengono ormai lontano dalla vita quotidiana, così come lo giudicava lontano e antico anche l’autrice di “Ogni giorno è un buon giorno“.

Ci sono cose che puoi provarci come e quanto vuoi ma non le capisci finché non arriva il momento giusto. Però quando poi un giorno le capisci, dopo non puoi far finta di niente.

– Ogni giorno è un buon giorno. Quindici gioie che il tè mi ha insegnato, Morishita Noriko

Il libro

E’ il 1977, Noriko ha vent’anni, frequenta l’università e cerca con smania qualcosa che la appassioni, a cui dedicarsi tutta la vita. Prova così diverse cose senza che nulla la trattenga lì, finché un giorno la madre le chiede: “Noriko, perché non impari il tè?”; dopo qualche perplessità, spinta anche dall’entusiasmo della cugina, Noriko risponde: “Il tè….perché no?”.

Iniziano così le lezioni a casa della Maestra Takeda, una chajin, una maestra dell’arte del tè.
Noriko si reca a casa sua ogni sabato, impara i nomi degli utensili che si usano durante la cerimonia e come cambino a seconda della stagione, a piegare il fazzoletto, perfino come camminare in maniera appropriata. Già perché ogni minimo dettaglio è importante nella cerimonia del tè.

Inizialmente quella serie infinita di gesti le risulta non solo difficile da memorizzare, ma anche incomprensibile; a scuola le è stato insegnato a chiedersi sempre il perché delle cose e così rivolge spesso questa domanda alla maestra. Ma nella cerimonia del tè non c’è un perché.

Non c’è un perché. Se mi chiedete il perché di ogni singola cosa, mi mettete in imbarazzo. Non è necessario capire il significato: si fa così.

– Ogni giorno è un buon giorno. Quindici gioie che il tè mi ha insegnato, Morishita Noriko

La ragione non ha importanza. Si fa così e basta. Vi potrà non piacere, ma la cerimonia del tè funziona così.

– Ogni giorno è un buon giorno. Quindici gioie che il tè mi ha insegnato, Morishita Noriko

Con il passare dei mesi e degli anni, smetterà di chiedersi perché e, da semplice rito meccanico in cui ripetere sempre gli stessi gesti, diventerà invece un momento in cui riconciliarsi con sé stessa, in cui apprendere come affrontare le sfide che la vita le pone davanti, a leggere la vita in modo diverso.

La protagonista è l’autrice stessa, Morishita Noriko, nata a Yokohama nel 1956 e che ha pubblicato questo libro nel 2002. La sua vita però fornisce solo lo sfondo ai 15 insegnamenti del tè, che danno il titolo agli altrettanti capitoli del libro.

La storia viene raccontata con un linguaggio delicato, esattamente come delicati sono quei gesti che compongono la difficile cerimonia del tè.

La maestra posò le mani unite davanti alle ginocchia, guardò per bene noi allieve, abbassò con estrema naturalezza il capo, parve fermarsi un istante e subito lo risollevò con calma.
Tutto qui. Eppure mi stupì.
Il moto lieve con cui un uccello torna a dispiegare le ali, appena ti sei reso conto che le ha raccolte a sè per un breve istante: ecco a cosa somigliava

– Ogni giorno è un buon giorno. Quindici gioie che il tè mi ha insegnato, Morishita Noriko
Ogni giorno è un buon giorno

Il tè ci insegna come affrontare la vita

Devo ammettere di aver cominciato a leggere il libro con un’alta aspettativa, che però è stata un po’ delusa dopo i primi capitoli.

Erano dei concetti troppo lontani dalla nostra realtà, difficili da comprendere, forse un po’ troppo “giapponesi”.

Per non parlare della difficoltà nel destreggiarsi tra termini come chawan, chaji, chakin, chashaku. Non facevo altro che andare su e giù tra i capitoli e il glossario!

E’ successo quindi che all’inizio anche io mi sentissi spaesata come la ventenne Nori-chan, e mi chiedessi anche io “perché?”. Poi con lo scorrere delle pagine le cose sono piano piano diventate più chiare, ho acquisito sempre più familiarità con gli oggetti della cerimonia e ho smesso anche io di chiedermi “perché?”.
Pian piano ho cominciato ad essere lì con loro, in quel preciso momento e non altrove (“stai qui. Quando ci si siede davanti al bollitore, è lì che si deve stare: davanti al bollitore”); ho capito che forse per ognuno la cerimonia del tè è qualcosa di diverso, come dice l’autrice “forse il tè è un riflesso di ciascuno: ci sono tanti tè quante persone”.

E forse l’intenzione dell’autrice è proprio quella di farci crescere con lei, di farci apprendere al momento giusto gli insegnamenti del tè, come è successo a lei.

Uno degli aspetti che ho più apprezzato è che, così come Noriko impara a connettersi alla natura con i 5 sensi, anche la scrittura riesce a coinvolgerli tutti. E così sembra quasi di vedere la chashitsu (la stanza dedicata alla cerimonia) e il giardino oltre gli shoji (i pannelli di legno della casa); di sentire il profumo del tatami e del tè; udire la pioggia battente sulle piante e l’acqua scorrere nello tsukubai (un lavabo scavato in una pietra naturale); di assaporare il dolce dei manju e dei koshi no yuki (tipi di dolci giapponesi).

Arrivata alla fine del libro sarei davvero felice di riuscire a mettere in pratica gli insegnamenti che la cerimonia del tè lascia a Noriko e a noi lettori. Vivere in armonia con le stagioni, climatiche ma soprattutto della vita, e apprezzare qualcosa in ognuna di esse, anche in quello che ci sembra un freddo inverno perché prima o poi arriva setsubun che porta con se l’inizio della primavera. Vivere la vita come se ogni incontro fosse “un incontro unico”; ricordare che sul passato e sul futuro non abbiamo potere e l’unica cosa che possiamo fare è vivere nel qui e ora e apprezzare ogni giorno per quello che è. Solo così, ogni giorno è un buon giorno.

Nei giorni di pioggia, ascolta la pioggia. Nei giorni di neve, guarda la neve. In estate apprezza il caldo, in inverno, il freddo che gela le ossa…Qualsiasi giorno, godilo pienamente per quello che è.
Il tè è questo modo di vivere.
Chi vive così, anche se incappa in una situazione che gli altri definirebbero “un guaio”, probabilmente riesce a continuare a vivere godendosela.
Quando piove diciamo: “oggi fa brutto tempo”. Ma non esiste, in realtà, un “tempo brutto”.
Se riesci a goderti così anche i giorni di pioggia, qualsiasi giorno è “un buon giorno”

– Ogni giorno è un buon giorno. Quindici gioie che il tè mi ha insegnato, Morishita Noriko

Amo il tè caldo, il profumo dei dolci alla cannella e le luci di Natale. Immagino spesso la vita nel passato e sogno ad occhi aperti diverse vite future, cercando di imparare a godere del presente. Adoro alla follia l'Estremo Oriente e le sue storie. Penso spesso che vorrei vivere in Giappone. Credo che l'amore e la gentilezza possano cambiare il mondo.

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