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Sotto cieli rossi: storia di una generazione nella Cina moderna

Le vicende di una giovane donna cinese appartenente alla generazione dei millenial, si intrecciano inevitabilmente con quella della Nazione. Così “Sotto cieli rossi – Diario di una millenial cinese” permette a noi occidentali di conoscere una fetta di storia cinese che qui è pressoché sconosciuta.

Questa è la mia storia, la storia della mia famiglia. Ma è anche la storia della Cina, ed è un grande onore condividerla con te…ovunque ti trovi.

Sotto cieli rossi – Diario di una millenial cinese, Karoline Kan (dalla nota dell’autrice)
Sotto cieli rossi

Chaoqun è nata qualche mese prima del massacro di piazza Tienanmen del 4 Giugno 1989 e in qualche modo questo l’ha segnata per sempre.

Quando le dissi che nel libro di storia mancava l’anno in cui ero nata, rispose: “Non potrebbe mai essere raccontato obiettivamente in un manuale cinese, Chaoqun.”

Sotto cieli rossi – Diario di una millenial cinese, Karoline Kan

Lei e i suoi coetanei sono quelli che lei chiama “i bambini di piazza Tienanmen”, quelli della generazione dei millenials.
Essere un millenial in Cina significa essere fortunato rispetto alla generazione precedente che ha vissuto il buio della Rivoluzione Culturale e la fame della Grande Carestia.
Ma vuol dire anche essere costantemente sospeso tra l’innovazione che avanza a grandi passi, e con lei un modo di pensare più libero, e la tradizione che permea ancora le loro vite e si porta dietro anni di pregiudizi e indottrinamento difficili da abbandonare.

Così nella sua autobiografia Karoline Kan racconta quanto sia difficile essere una giovane donna (per di più cresciuta in campagna) nella Cina del nuovo millennio.
Secondogenita nata durante la politica del figlio unico e venuta al mondo solo grazie alla determinazione di sua madre, nel libro scopriamo quanto abbia dovuto lottare per raggiungere il suo sogno e quanto inevitabilmente la sua storia sia legata a quella della Cina.

Mio nonno materno, Laoye, decise di chiamarmi Chaoqun, che significa “fuori dal coro”. Era un nome azzeccato, perché diversità e lotta per la sopravvivenza sarebbero stati temi ricorrenti nella mia vita.

Sotto cieli rossi – Diario di una millenial cinese, Karoline Kan

Recensione

“Sotto cieli rossi – Diario di una millenial cinese” è il primo libro di Karoline Kan, grazie al quale ha vinto il Young China watcher of the year 2019.

Mentre leggevo la mia mente è andata a “Cigni selvatici” di Jung Chang; anche qui ci sono un’autobiografia, tre generazioni di donne e la storia della scrittrice che si intreccia con quella della Cina. Rispetto a questo però ho provato meno trasporto durante la lettura.
Forse è dovuto alla scrittura semplice e lineare che non mi ha permesso, soprattutto nella prima parte, di entrare completamente in empatia con la storia.
Contemporaneamente proprio questa semplicità permette all’opera di farci conoscere la storia dell’autrice, di una generazione e di uno Stato, senza troppi fronzoli.
E’ ovvio che si possa paragonare le due opere solamente per l’impianto iniziale. Si tratta infatti di due generazioni completamente diverse, le scrittrici si accingono a raccontare la loro storia a due età diverse e in epoche diverse. Questo ha sicuramente influenzato tantissimo la scrittura, che risulta più “giovanile” in “Sotto cieli rossi”, sebbene appunto meno coinvolgente.

Il grande punto di merito del libro sta nel raccontare una parte di storia cinese forse ancora meno conosciuta di quella di epoca maoista: quella degli ultimi 30 anni. La Sars, la messa al bando della disciplina del Falun Gong, il controllo nelle università.
L’autrice ci parla di una generazione che è la mia generazione, i millenial appunto.
Scopriamo che nonostante i giovani vivano un’era di cambiamento, e in città come Pechino si respiri più libertà, siano ancora soggetti ad un forte indottrinamento.
Sfuggire ai pregiudizi derivanti da regole e tradizioni radicate non è semplice e solo la caparbietà di Karoline le permetterà di farcela. Comportamenti come frequentare un uomo non cinese o non volersi attenersi alle versioni del Partito, sono impensabili perfino per qualcuno che si è opposto così strenuamente alle regole come la mamma di Karoline.

Sotto cieli rossi

Chi non ha questa caparbietà e questa libertà di pensiero deve arrendersi alle regole non scritte che permeano la cultura cinese.
In questo senso è perfetto il confronto tra Chaoqun e la cugina, Chunting; entrambe hanno molti sogni, vogliono trasferirsi a Pechino ed essere libere di vivere la loro vita come vogliono. Ma a seguito di un imprevisto la cugina finirà per attenersi a queste regole non scritte e rinunciare a tutto.

Come dice l’autrice stessa però, nonostante le maggiori difficoltà che possa incontrare una giovane donna in un Paese dove vige un forte controllo, i sentimenti, la speranza, i compromessi, le decisioni sono condivise con i coetanei di tutto il mondo. Così è facile immedesimarsi nei suoi sogni e nelle sue ambizioni.
Alla fine tutti dobbiamo fare i conti con le aspettative della famiglia; in molti si sono ritrovati a dover superare i pregiudizi derivanti da antiche tradizioni delle piccole realtà, una volta allontanatisi.

In Cina non è inconsueto che siano i genitori a prendere ogni tipo di decisione al posto dei figli […] Sebbene un numero sempre più alto di noi millenial si ribelli e sfidi apertamente i genitori, la pressione delle loro aspettative continua a farsi sentire.

Sotto cieli rossi – Diario di una millenial cinese, Karoline Kan

Quest’opera mi ha fatto capire ancora una volta come la Cina sia tutt’oggi un Paese pieno di contraddizioni, che forse convivono anche nella stessa Karoline. Ed ho apprezzato molto la volontà dell’autrice di far comprendere che dietro una superpotenza come questa ci sono milioni di storie come la sua.

“Sotto cieli rossi” è stata una lettura piacevole, dalla quale forse mi aspettavo di più e della quale ho apprezzato soprattutto la seconda parte, dove emergono alcuni aspetti della storia recentissima della Cina e dei problemi che i giovani cinesi devono affrontare.

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Amo il tè caldo, il profumo dei dolci alla cannella e le luci di Natale. Immagino spesso la vita nel passato e sogno ad occhi aperti diverse vite future, cercando di imparare a godere del presente. Adoro alla follia l'Estremo Oriente e le sue storie. Penso spesso che vorrei vivere in Giappone. Credo che l'amore e la gentilezza possano cambiare il mondo.

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